Temperamento e personalità

scritto da Giovanna Rezzoagli

Il termine “personalità” deriva dal latino persona, che significa “maschera”. Etimologicamente personalità rappresenta un’amplificazione delle caratteristiche individuali del personaggio che indossa la maschera. La personalità costituisce l’insieme delle caratteristiche psichiche e le modalità di comportamento di un individuo. Il termine “temperamento” deriva dal latino temperies, che letteralmente significa “umore”. Il temperamento esprime la risultante dei tratti emotivi della personalità, in questo caso intesi come dipendenti dai costituenti fisiologici di natura soprattutto endocrina e dalla configurazione tipologico-costituzionale. Il medico greco Ippocrate (460-370 a.C.) ha per primo predisposto una classificazione dei quattro umori corporei (sangue, flegma, bile gialla, bile nera), secondo la quale la predominanza di uno sugli altri fosse all’origine di varie patologie e di diverse tipologie comportamentali. Egli definì i quattro tipi di temperamento: sanguigno, flemmatico, collerico e melanconico. La cosiddetta quadripartizione ippocratica ha posto le basi per tutti i successivi modelli teorici di personalità incentrati sul concetto di temperamento. In epoca successiva Galeno (130-200 d. C.) ha raccolto ed elaborato la teoria ippocratica, ampliando la classificazione dei temperamenti giungendo a descriverne nove. Il modello ippocratico-galenico degli umori corporei influenzerà direttamente la cultura del Rinascimento. In questa epoca si diffuse la teoria secondo cui gli umori del corpo determinano nell’individuo una costituzione che, se equilibrata corrisponde alla persona sana e, se squilibrata, a quella malata ma anche a quella moralmente abietta, al genio ma anche al folle. Il concetto di temperamento, che è afferente a quello di personalità ma non sinonimo dello stesso, ha avuto ampio risalto in epoca “prescientifica”. Nella storia della psicologia al termine temperamento si è sostituito quello di carattere. In questa successione è leggibile un graduale trapasso da una concezione prettamente fisiologica ad una sempre più psicologica, in cui si considera l’individuo in termini più globali e complessi di quanto non sia desumibile dalla semplice, e semplicistica, osservazione dei fattori somatico-costituzionali. Tuttavia le recenti scoperte in campo psicobiologico non consentono neppure di teorizzare la personalità in termini esclusivamente psicodinamici. Il Counseling promuove la visione dell’Altro nel suo insieme, fatto di manifestazioni e di comportamenti, conservando la nozione di personalità come costituente unica per ciascuno. Il Counselor promuove l’autodeterminazione del suo Cliente, ben consapevole che spesso il Cliente indossa una maschera. Autodeterminazione che va nettamente distinta dall’autoreferenzialità così diffusa nella nostra epoca, spesso indicativa di un profondo timore di rivelare agli altri il vuoto interiore che riempie il vissuto dell’uomo moderno. 

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