Perché andare da certi personaggi?

scritto da Padre Oliviero Ferro (per Agire)

Quante volte ho chiesto alle persone:  “Perché vai dagli stregoni, dai  marabut? Tu lo  sai  che ti imbrogliano, che non ti risolvono i problemi”.  La risposta, spesso,  è la medesima: “La famiglia mi ha spinto, mi ha obbligato. Se non andavo, avrei avuto dei problemi.  Poi loro sanno ascoltarmi, insomma cercano di guarire il mio spirito.  Voi invece non avete mai tempo per ascoltarci; o se lo fate, lo fate in fretta”.  Quelle parole risuonavano spesso alle mie orecchie quando qualcuno veniva in parrocchia,  dicendo che c’erano dei problemi  in famiglia.  Per noi che veniamo dal  Nord del mondo, queste cose ci lasciano un po’ indifferenti e a volte giudichiamo male queste persone.  Ma se invece si ha il tempo e la pazienza (oltre al buon senso) di mettersi ad ascoltarli,  ci si accorge che i problemi sono più seri di quelli che pensiamo.  C’è molta paura,  diffidenza tra le persone.  E se accade qualche cosa di negativo, viene spontaneo accusare qualcuno di  immateriale, che non conosciamo (il diavolo, gli spiriti).  Forse noi pensiamo che è facile scaricare i problemi su queste entità che ci fanno paura.  Ma poi ci si accorge che se vengono da te a parlare è perché hanno fiducia e credono che tu li puoi ascoltare, che li puoi aiutare a uscire dalle difficoltà.  Allora bisogna passare un po’ di tempo, essere pazienti, insomma volere loro bene.  Non è facile entrare in una mentalità diversa.  I consigli dei laici impegnati ci aiutano a capire meglio certe situazioni.  Ma ci si accorge che purtroppo la paura continua a essere presente, un po’ come da noi in Italia: chi non la pensa come noi, chi giudichiamo diverso, chi ha un colore o una lingua diversa,  ci fa paura.  Ci ricordiamo che da piccoli ci dicevano “se fai il cattivo, viene l’uomo nero” e in Africa le mamme dicono ”fai attenzione all’uomo bianco”.  Noi dobbiamo aiutarli a vincere questa paura, certo non andando da questi personaggi che non li aiutano a diventare tranquilli, ma li lasciano ancora nelle difficoltà, per non parlare di alcuni che sono dei veri personaggi loschi che pensano al loro interesse personale. Noi ci dobbiamo educare all’ascolto e alla pazienza, anche se non è facile. Ma alla fine, se riusciamo a riportare la serenità nelle persone, abbiamo esercitato concretamente l’amore di Dio. Certo ci sono ancora molte cose da conoscere in Africa. Ci vuole pazienza, ma insieme, con il cuore aperto, si riesce a migliorare. 

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