Il cliente perfetto

scritto da Giovanna Rezzoagli

Il rapporto Counselor Cliente è caratterizzato dalla biunivocità interazionale e dalla frontalità della relazione. Questo foglio di Counseling si propone di analizzare il punto di vista del Counselor in relazione alle aspettative nei confronti del Cliente che  si rivolgerà a lui, nel periodo di frequentazione del corso professionale. Essendo il Counselor una persona, con pregi e difetti come tutti, è del tutto legittimo che nutra delle preferenze o abbia delle resistenze di fronte a determinate caratteristiche di un Cliente. L’essenziale ed indispensabile requisito che il Counselor deve possedere è l’elaborazione di questa consapevolezza, al fine di automonitorarsi il più possibile con oggettività, al fine di tutelare al meglio la propria professionalità. Pertanto esiste il Cliente perfetto? Dipende. Dalla prospettiva dalla quale si affronta il quesito. Durante la frequentazione del corso triennale presso la Scuola di Counseling “Accademia Socratica”, ho avuto modo di modellare più volte l’immagine di un futuro Cliente. Nel primo anno ho coltivato un’immagine, che riconosco a posteriori essere stata stereotipata, di un Cliente che si presenta in un ambiente soft e che  espone la propria problematica con una certa linearità. Durante il secondo anno e, soprattutto durante il terzo, cresce in me il desiderio di mettermi alla prova concretamente. Sperimento un approccio di Counseling durante due esperienze di stage, ideate e portate in un contesto che, apparentemente, non è perfettamente compatibile col Counseling: una struttura per lungodegenti ed anziani. Non esattamente la tipologia collaborativa e lineare che avevo idealizzato in precedenza. Un colloquio di Counseling, sia esso individuale che di gruppo, con un Cliente istituzionalizzato deve  vertere prevalentemente su di un piano emozionale, con estrema cura alla comunicazione attinente al canale paraverbale. E’ il Cliente perfetto? Dipende. La risposta io credo vari dalle aspettative di chi opera. Due anni fa avrei senza dubbio risposto che no, assolutamente, quale concreto risultato avrei mai potuto sperare di avere con un Cliente non perfettamente in grado di comunicare? Avrei valutato e giudicato la relazione di aiuto in funzione delle mie aspettative. Oggi rispondo che il Cliente perfetto esiste, è quello che si fida di te raccontandoti per dieci incontri di fila la stessa storia come se fosse la prima volta e ti costringe a riflettere su cosa significhi per te diventare un Counselor. Il Cliente perfetto è quello che incontri per strada e che tu ti sforzi di ascoltare autenticamente. Siccome ogni persona è uguale solo a se stessa , ogni Counselor avrà una propria risposta al quesito posto in questo foglio. Esiste il Cliente perfetto? Si, lo sono tutti? No, non lo è nessuno? L’importante, io credo, è non pensare di non aver smesso di imparare da chi si incontra, in ambiente “soft” o di “frontiera”. Mi permetto il lusso di una piccola certezza: il Counselor perfetto, non è di questo mondo.

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