Che bello stare in famiglia

scritto da Padre Oliviero Ferro (per Agire)

La famiglia. Quante volte questa parola è venuta alla nostra bocca. Vicino ad essa ci abbiamo messo tanti ricordi, tante emozioni, cose passate, cose che rimangono ancora nel nostro cuore. Anche in Africa questa parola evoca sensazioni forti, dei legami che vanno al di là del tempo e dello spazio. C’è un mese all’anno, in Camerun il mese di agosto, in cui tutta la famiglia allargata ha l’abitudine di incontrarsi. Tutti lasciano i loro paesi per ritrovarsi alla casa paterna, dove tutto è incominciato. E’un periodo importante, in cui tutti fanno il possibile per essere presenti. Dagli adulti fino ai più giovani, chiamati  dal capofamiglia o meglio dall’erede, da colui  che è  il  centro della  famiglia, arrivano per parlare insieme, per discutere, per risolvere i problemi, per chiarire tante cose e anche per organizzare i funerali (cioè il momento più importante per il defunto quando potrà finalmente entrare nel mondo degli antenati). Alcune famiglie hanno l’abitudine di chiamare il sacerdote per celebrare l’eucarestia per i defunti della famiglia, a cui seguirà naturalmente un momento di festa e di condivisione. Poi, riuniti all’interno della casa principale, ci si siederà intorno e si comincerà a parlare per delle ore, perché la famiglia deve ritrovare la sua unità e la sua forza. Naturalmente tutti cercano (e devono) portare anche il loro contributo economico. C’è pure un momento in cui l’erede, il responsabile della grande famiglia, farà un momento religioso per chiedere la protezione degli antenati,di quelli che sono ormai in un mondo parallelo (ma sempre presenti: i  morti  non sono morti), perché continuino a proteggere la famiglia. Naturalmente non manca anche un po’ di storia (come nella Bibbia) in cui raccontano le gesta, ciò che hanno fatto gli antenati. Così anche i più giovani possono conoscere chi li ha preceduti, insomma non devono dimenticare le loro radici. La vita  continua,il  sangue  continua  a  scorrere  nella  famiglia.  E  quando  un  giorno,  anche loro,diventeranno  più  grandi,  faranno  la  medesima  cosa.  La  vita  deve  continuare.  Non si  può dimenticare che,come in ogni famiglia, se qualcuno raggiunge delle posizioni importanti (prete o vescovo, ministro o qualcuno di importante a livello economico), tutta la famiglia ne benificia in tutti i sensi. Tutto il mondo è paese. E’ sempre bello essere accolti nelle famiglie, entrare nelle loro case e sentirsi  accolti  come uno della  famiglia.  Certo bisogna dare loro il  tempo per ascoltare, scambiare le notizie e approfittare anche per dare un messaggio religioso e cristiano. Hanno molto da  insegnarci.  Certo  anche  loro  hanno  dei  problemi.  Li  troviamo  soprattutto  nelle  famiglie poligamiche,  dove si vede che la donna e i  figli (tanti) non sempre sono seguiti dal padre, anzi spesso si devono arrangiare a risolversi i problemi. Anche lì c’è un cammino da fare piano piano. Noi cerchiamo di stare vicino loro per condividere e per aiutarli a camminare. La strada è lunga…

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